Il festival come ‘messa in scena di una visione’: intervista a Chris Angiolini

Articolo originale di zero.eu

Il fondatore di Bronson Produzioni sull’imminente edizione di Transmissions, l’attività dodici mesi l’anno tra Bronson e Hana Bi, il Beaches Brew, l’etichetta e tutto il resto.

Se musicalmente parlando Ravenna è ancora al “centro dell’Impero” lo si deve a lui – e al suo team. D’inverno con i concerti e le serate al Bronson, d’estate all’Hana Bi – lo stabilimento balneare a Marina di Ravenna che la sera si trasforma in palco per concerti (gratuiti) -, in autunno con la ricerca avant di Transmissions, a fine primavera con il-festival-in-spiaggia-che-ci-invidiano-pure-in-California, ovviamente il Beaches Brew. E poi l’etichetta discografica, la collaborazione con Le Guess Who? nella direzione artistica di BB e la forza di portare avanti progetti a lungo termine, ma rinnovandoli. Tasselli messi assieme senza fretta, che negli ultimi anni hanno definito una realtà, quella di Bronson Produzioni, sempre più organica, che paradossalmente non spicca neanche per la quantità delle attività portate avanti ma per la forza della loro identità. Un lavoro sul territorio, quello di Chris Angiolini, che tutto l’anno porta a Ravenna non solo band internazionali (che magari poi non suoneranno neanche in città più grandi come Milano e Roma), ma anche una “nuova” forma di turismo, quella dei “festival di esperienza”, che se a novembre si concentrano su un pubblico più di nicchia legato alle trame della ricerca sonora del più sperimentale Transmissions, a inizio giugno vedono la città riempirsi di giovani da mezza Europa per Beaches Brew.

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